CHD: parla un Ex pilota militare peruviano

Washington – Presso il National Press Club sale sul banco dei testimoni un ex pilota militare dell’aeronautica peruviana. Il Comandante Oscar Santa Maria Huerta (foto a sinistra) è uno dei sei rappresentanti latino-americani a parlare al Citizen Hearing on Disclosure. Durante la sua testimonianza, l’ex militare ha descritto gli eventi a cui ha assistito rendendo quell’esperienza uno dei giorni più memorabili della tua vita. Egli racconta:

“Tutto è iniziato presso la base aerea di La Joya Arequipa, Perù, verso le 07:15 circa dell’11 aprile 1980. Quel giorno, si trovavano circa 1.800 uomini nella base e una serie di 22 aerei da combattimento Sukhoi”. “Gli aerei furono obbligati al fermo a causa di strani oggetti a forma di palloncino in volo stazionario nel cielo a circa 500 metri da terra e a circa 5 km di distanza”.

A Huerta fu affidato il compito di gestire l’intera questione. Poiché a quel tempo il materiale sul tema Ufo era poco conosciuto, Huerta spiega che i militari furono molto preoccupati dagli strani oggetti, vedendoli come una qualche forma di spionaggio da parte di altri paesi. Il pilota continuando la sua testimonianza afferma che mentre l’oggetto stava volando dritto verso di lui, tentò di riprenderlo, ma senza risultati. Quando l’oggetto cominciò a salire, provò ha seguirlo fino a circa 80 miglia dalla base, poi l’Ufo si fermò di colpo, costringendo Huerta a manovrare per evitare la collisione.

     

Ho deciso di muovermi rapidamente per mettermi in posizione di attacco verticale, ma non sono riuscito a metterlo nel mirino per sparare,” ha detto. L’aereo di Huerta e l’oggetto non identificato hanno continuato a giocare al gatto col topo, sorvolando tutta la zona circostante. Huerta ha avuto, per un paio di volte, l’occasione di fare fuoco contro l’Ufo ma, ogni volta, l’oggetto riusciva a disimpegnarsi alzandosi rapidamente.

Huerta ha continuato a muoversi sempre più in alto fino a raggiungere i 20 km di altitudine. Fu allora che finalmente riuscì a vedere con sufficiente chiarezza quello che stava cercando. La “nave-pallone” era di circa 9 metri di diametro con una specie distrato protettivo, una cupola e una vasta base rotonda argentata in metallo di color crema. La superficie era liscia, senza antenne, senza ali, senza tubi di coda e senza mezzi di propulsione visibili. Huerta si rese conto che non aveva a che fare con qualsiasi tipo di dispositivo spia. Tornando alla base, si rese conto che quell’oggetto non aveva nulla a che fare con tutto ciò che aveva visto prima. Huerta ha detto che l’evento è stato registrato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Questo filmato immaginiamo che non vedrà mai la luce del sole…

Il Sukhoi Su-22, era un cacciabombardiere monomotore a getto ad ala a geometria variabile progettato dall’OKB 51 diretto da Pavel Osipovič Suchoj e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta. Impiegato negli anni successivi principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily (VVS), l’aeronautica militare dell’Unione Sovietica, e da molte forze aeree delle nazioni del Patto di Varsavia e filosovietiche era il modello derivato dal precedente Su-7 con la trasformazione dell’ala da freccia semplice ad una dotata di semiali esterne ad angolazione variabile, che hanno considerevolmente migliorato le prestazioni a bassa velocità ed il carico utile trasportabile.