Nasa: in passato possibile vita su marte

WASHINGTON – L’analisi di un campione di roccia raccolta dal rover Curiosity della NASA trapanando il terreno di a rilevato la presenza (in un antico passato) di elementi favorevoli allo sviluppo di vita.

Gli scienziati hanno identificato zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno, fosforo e carbonio- alcuni degli ingredienti chimici fondamentali per la vita – nella polvere che Curiosity  ha trovato perforato una roccia sedimentaria nei pressi di Gale Crater, un antico cratere  hd si trova nella Elysium Planitia cioè a seconda regione vulcanica su Marte per estensione. E’ un cratere largo circa 154 km (circa la distanza che c’è tra Milano e Torino). Una questione fondamentale per questa missione è se Marte abbia mai avuto un ambiente abitabile – ha osservato Michael Meyer della Nasa – Da quello che sappiamo ora la risposta è si”

Nel campione è stata identificata inoltre una miscela di sostanze chimiche ossidate, meno ossidate, e anche non ossidate che ha sorpreso i ricercatori perché queste sostanze forniscono delle differenze di energia (gradienti) che, per esempio, sulla Terra molti microrganismi sfruttano per vivere. “La gamma di ingredienti chimici che abbiamo identificato nel campione è impressionante, abbinamenti come solfati e solfuri indicano una possibile fonte di energia chimica per i microrganismi”, ha osservato Paul Mahaffy, che lavora al Goddard Space Flight Center della Nasa ed è responsabile dello strumento Sam che ha analizzato il campione.

I campioni sono stati poi analizzati dagli strumenti Sample Analysis at Mars (Sam) e Chemistry and Mineralogy (CheMin). Il campione esaminato da Curiosity è costituito per “il 20 per cento da minerali argillosi”, ha spiegato detto David Blake, responsabile dello strumento Chemin del centro di ricerca Ames della Nasa. Questi minerali argillosi sono un prodotto della reazione fra l’acqua relativamente fresca con minerali come olivina, anche presenti nel sedimento. Questi dati indicano che l’area che sta esplorando il rover, chiamata Yellowknife Bay, è stata il letto di un antico sistema fluviale o il letto di un lago bagnato a intermittenza. Questo antico ambiente umido, a differenza di altri luoghi simili su Marte, non era né troppo ossidante, né troppo acido, o estremamente salato e secondo la Nasa avrebbe potuto fornire l’energia chimica e altre condizioni favorevoli per sostenere microrganismi. Ora che è stato scoperto che in passato Marte era favorevole alla vita, il prossimo obiettivo, ha spiegato la Nasa, è cercare composti organici.

Piano piano, mattone dopo mattone, sembra che la Nasa ci dia sempre più notizie certe riguardo la vita sul pianeta rosso, iniziando la possibilità di microbi in passato, per poi chissà passare a notizie più rilevanti quali tracce di vita ben più complessa. Presto ci occuperemo di uno speciale approfondimento sulle ultime scoperte di tracce di vita, strani oggetti e strani oggetti nel cielo di Marte.

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