Scoperta una misteriosa rete che collega le galassie dell’universo

Una notizia che potrebbe aprire nuovi ed entusiasmanti scenari. Per la prima volta, alcuni astronomi, sono stati in grado di individuare una serie di strani gas molto caldi  che si pensa facciano parte di una misteriosa struttura con lo scopo di collegare tutte le stelle e le galassie del nostro universo. Per trovare questo gas, gli astronomi hanno utilizzato una massa di luce estremamente potente e luminosa da riuscire quasi a simulare un quasar. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” afferma che questa luce agisce come una sorta di “lanterna” che dalla ragguardevole distanza di circa 10 miliardi di anni luce illumina il gas circostante. Grazie a questo aumento di radiazioni il gas idrogeno Lyman-alfa emette livelli rilevabili su gran parte della zone prese in esame.

gas-galassie

Ricercatori statunitensi sono stati in grado di determinare la lunghezza delle onde di radiazione Lyman-alfa e grazie al telescopio Keck , situato nelle isole Hawaii,  a scattare una foto in quell’onda.  Il leader del progetto di studio,Sebastiano Cantalupo,  afferma:

Crediamo che ci possano essere gas più densi di quelli che si vedono dai nostri modelli, situati in piccoli gruppi all’interno della rete cosmica. Queste osservazioni stanno sfidando la nostra comprensione del gas intergalattico e ci danno un nuovo input per testare e perfezionare i nostri modelli 

I risultati dello studio hanno mostrato una nube di gas che si estende per due milioni di anni luce all’interno dello spazio intergalattico, la più grande mai trovata prima. I ricercatori dell’Università di Santa Cruz, in California,  pensano che il filamento di gas è ancora più diffuso, e che, per ora, riusciamo a vedere solamente la parte che viene illuminata dalla radiazione proveniente dal quasar preso in esame. I ricercatori hanno stimato che la quantità di gas all’interno della nebulosa è di almeno dieci volte maggiore di quanto previsto dai risultati delle simulazioni al computer. Saranno questi i portali del futuro? Stay tuned…

  • Telescopio Keck
  • Quasar
Il W. M. Keck Observatory è un osservatorio astronomico costituito dai due telescopi riflettori gemelli Keck situato a 4145 metri di altezza sulla sommità del vulcano Mauna Kea, nelle isole Hawaii. Insieme a numerosi altri osservatori internazionali, costituisce i Mauna Kea Observatories. Grazie alle migliaia di chilometri di oceano e all’altezza di oltre 4000 metri che riduce l’atmosfera e le distorsioni da essa indotte, questo sito è un luogo ideale per le osservazioni astronomiche. Inoltre l’inquinamento luminoso è molto basso, poiché le zone circostanti sono relativamente poco abitate.I due telescopi sono di tipo Ritchey-Chrétien, con montatura altazimutale e sistemi di ottica attiva e adattiva. Lo specchio primario di ciascuno dei due telescopi ha un diametro di circa 10 metri, il che fa di essi i secondi telescopi ottici più grandi al mondo, dopo il Gran Telescopio Canarias.
Un quasar è un nucleo galattico attivo estremamente luminoso e generalmente molto distante. Il nome deriva dal fatto che questi oggetti furono inizialmente scoperti come potenti sorgenti radio, la cui controparte ottica risultava puntiforme come una stella. Il grande spostamento verso il rosso che caratterizza i quasar, in accordo con la legge di Hubble, implica che siano oggetti molto distanti e che debbano emettere energia equivalente a centinaia di normali galassie.