Thirty Meter Telescope: alla ricerca di vita aliena

HAWAII – Il Thirty Meter Telescope (TMT), che sarà presto il telescopio più potente al mondo, ha ottenuto il via libera per la sua costruzione sulla sommità del Mauna Kea, un vulcano poco attivo di 4.205 m di altezza, ubicato nelle isole Hawaii. La maggior parte del Mauna Kea è sotto il livello del mare. Misurandolo dalla sua base oceanica, la sua altezza è di 10.200 metri, più del doppio del Monte Everest. La così detta montagna sacra è vecchia di circa un milione di anni e fornisce una piattaforma stabile per quello che sarà il più avanzato e capace telescopio ottico al mondo.

Il complesso del vulcano Mauna Kea

Il TMT integrerà le più recenti innovazioni e tecnologie esistenti, lo specchio principale sarà costituito da 492 segmenti esagonali, con un’area complessiva di 655 m². Come per tutti i telescopi di ultima generazione, farà uso di sofisticati sistemi di ottica adattiva, per ridurre al minimo gli effetti della turbolenza atmosferica. La forma e l’esatto posizionamento di ciascuno dei 492 segmenti saranno controllati per mezzo di sistemi computerizzati di ottica attiva.

I dati del progetto prevedono di poter raggiungere una risoluzione angolare fino a dieci volte superiore a quella del telescopio spaziale Hubble.

Il TMT consentirà progressi rivoluzionari in una vasta gamma di settori scientifici, analizzando i fenomeni più distanti dell’Universo sino al nostro Sistema Solare, permettendo agli astronomi di esplorare ogni aspetto di questo quadro, dall’inflazione agli esopianeti, alla ricerca di un’eventuale vita aliena.

Una delle missioni principali del TMT sarà l’individuazione e l’analisi della vita su una vasta gamma di esopianeti. I pianeti extrasolari che sono stati finora individuati sono giganti gassosi noti come Giove e Nettuno. Sorprendentemente, molti si trovano molto vicino alla loro stella ospite. Molti astronomi ritengono che esistano pianeti simili alla terra anche se molto più piccoli, ma purtroppo non possono essere rilevati dagli attuali  telescopi. Gli scienziati da sempre si chiedono se esistono pianeti simili alla terra con le condizioni favorevoli allo sviluppo della vita. Se, come previsto, i sistemi extrasolari hanno dei piccoli corpi ghiacciati come le comete, è possibile che l’acqua ed eventuali organismi molecolari potrebbero essere stati trasportati su tali pianeti da un possibile impatto. Detto questo tramite il TMT si potrebbe rilevare un’ eventuale attività biologica all’interno delle atmosfere di questi pianeti. Il TMT farà impallidire gli altri 13 telescopi situati sul vulcano dove il più grande è attualmente il telescopio gemello Keck  (10 metri). Il vertice del vulcano è in una posizione perfetta in quanto offre cielo aperto per 300 giorni l’anno. Il TMT dovrà comunque cedere il record di telescopio più grande al mondo, quando l’European Southern Observatory ‘s costruirà l’European Extremely Large Telescope (39 metri) sul Cerro Armazones, montagna cilena alta circa 3000 metri, all’inizio del prossimo decennio.

  • European Extremely Large Telescope
  • European Southern Observatory
L’European Extremely Large Telescope (E-ELT) è un Extremely Large Telescope, cioè un telescopio estremamente grande, progettato per essere il telescopio ottico di prossima generazione del European Southern Observatory, con un diametro dello specchio primario di 39 metri. L’ESO è attualmente impegnata nelle progettazione, dopo che lo studio di fattibilità per un telescopio di 100 m di diametro, noto come Overwhelmingly Large Telescope, ha avuto esito negativo, in quanto sarebbe stato troppo complesso e sarebbe costato circa 1,5 miliardi di €. L’attuale tecnologia di fabbricazione degli specchi pone un limite intorno a 8 metri per quelli costituiti da un singolo pezzo. I prossimi telescopi di grandi dimensioni, come il Gran Telescopio Canarias ed il Southern African Large Telescope, usano un fitto insieme di specchi esagonali per formare uno specchio composito di oltre 10 m di diametro.Uno specchio di circa 39 metri consentirà anche lo studio dell’atmosfera dei pianeti extrasolari. Il progetto del sistema ottico a 5 specchi stima in circa 800 milioni di € il costo di realizzazione, mentre il completamento è previsto per il 2017 (EN).
L’Osservatorio Europeo Australe (European Southern Observatory, ESO; formalmente l’Organizzazione Europea per la Ricerca Astronomica nell’Emisfero Australe) è un’organizzazione astronomica internazionale, di cui fanno parte quindici nazioni. Creata nel 1962, l’ESO fornisce agli astronomi strumenti all’avanguardia e un accesso al cielo australe. L’organizzazione impiega circa 730 persone e riceve contributi annui di circa 143 milioni di Euro da parte degli Stati membri.ESO ha costruito e gestito alcuni dei più grandi e più avanzati telescopi del mondo, come il New Technology Telescope (NTT), il telescopio che lanciò la tecnologia dell’ottica attiva e il VLT (Very Large Telescope), composto da quattro telescopi principali (UT) con specchi primari di 8,2 metri di diametro e quattro telescopi ausiliari mobili (in inglese, Auxiliary Telescope, AT) di 1,8 metri di diametro. Altri progetti di ESO in fase di sviluppo includono l’Atacama Large Millimeter Array (ALMA) e l’European Extremely Large Telescope (E-ELT).